E’ stagione di pollini

E’ stagione di pollini
25 Apr 2017

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Con l’arrivo della Primavera, inizia il ciclo di fioritura delle piante, momento di esplosione della natura ma anche dei pollini. I pollini sono lo strumento riproduttivo delle piante per cui sono indispensabile per la nostra vita sulla terra; però, per un certo gruppo di persone allergiche determinano sintomi fastidiosi a carico delle vie respiratorie, ma solo in pochi casi molto gravi. Pollini creano problemi allergici; questa condizione è legata a diversi fattori. In primo luogo alla dimensione: se un polline è visibile può essere irritante ma non riesce a entrare nelle vie respiratorie; i pollini di piccole dimensioni, quelli che non vediamo, sono invece i responsabili dei sintomi allergici. Un altro aspetto determinante è costituito dalla modalità di trasporto dei pollini: le piante che si riproducono per impollinazione entomofila, cioè i pollini vengono trasportati dagli insetti da una pianta all’altra (melo, pero…), da un fiore ad un altro, in genere non sono causa di sintomi allergici. Invece le piante che si riproducono  per impollinazione anemofila, cioè legate al trasporto dei pollini con il vento ( il vento li può trasportare anchea decine e centinaia di chilometri di distanza) sono più frequentemente colpevoli delle nostre allergie respiratorie. In questo secondo gruppo di piante troviamo il gruppo delle Graminacee, presente praticamente in tutta la terra, e composto da tante specie note, come la maggior parte delle erbe ( gramigna dei prati) ma anche i cereali (come grano, orzo,riso…). Il polline di queste piante è piccolo e riesce a penetrare nelle vie respiratorie nasali  e bronchiali, per cui quando si taglia l’erba o il grano, il soggetto allergico deve stare lontano per evitare di avere dei disturbi. Anche gli alberi possono avere una impollinazione anemofila come la betulla, il nocciolo, il cipresso. Quest’ultimo ad esempio fiorisce fra gennaio e febbraio, e riesce a far pervenire i suoi pollini scavalcando gli Appennini, dalla Liguria e dalla Toscana fino alla pianura padana.

Una altra condizione da considerare la concentrazione dei pollini, variabile sia nelle diverse latitudini,nel corso dell’anno, e di anno in anno. Nel Nord Europa i pollini più importanti per determinare reazioni allergiche sono le betulle; nella pianura padane sono le graminacee, nel centro-sud Italia, la Parietaria, un’erba infestante detta anche erba muraiola. I sintomi allergici si manifestano in genere quando la concentrazione dei pollini raggiunge picchi elevati, concentrazioni che superano la soglia di tolleranza dei soggetti allergici. Per conoscere l’andamento settimanale della concentrazione dei pollini  sul web  è possibile  contattare diversi siti,  fra cui quello della Società di Aerobiologia, dove è dedicato un costante aggiornamento  a questo proposito.

Oltre alle terapie farmacologiche,  possiamo fare qualcosa? Alcuni accorgimenti comportamentali possono aiutarci ad evitare elevate concentrazioni di pollini e mitigare i sintomi : evitare di uscire in campagna nelle giornate di primavera ventose, specie se in moto o in bicicletta; tenere porte e finestre della camera da letto chiuse in primavera, con solo una breve apertura la mattina in modo da ridurre la carica pollinica  durante la notte e  riposare meglio; dopo aver giocato nei prati fare  doccia e shampoo per togliersi i pollini dal corpo; non tagliare o guardare il taglio dell’erba o del grano ( affascinante ma capace di mettere in aria alte concentrazioni di pollini). Se con questi accorgimento la qualità di vita è modesta bisogna ricorrere alle medicine; per questo è opportuno contattare il proprio curante che indicherà il farmaco opportuno.

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